Fame nervosa: cosa fare?

Se si mangia troppo, si sa, si ingrassa, eppure non è per tutti così: dei meccanismi neurofisiologici stanno alla base della sensazione di fame e il susseguente ingerimento di certi cibi a discapito di altri.

Il meccanismo nervoso che dallo stomaco va al cervello, per comunicare il senso di fame, non è l'unico a esserne il responsabile. Non si può infatti ascrivere totalmente allo stato vuoto dello stomaco la sensazione di fame. Se così fosse non si spiegherebbe come mai individui a cui è stato asportato lo stomaco siano ancora in grado di provare tale sensazione! Di conseguenza la fame deve anche derivare da altri fattori.

Due fisiologi: A.W. Hetherington e S.W. Ransono, già nel 1939, avevano osservato che delle lesioni alla parte ventromediale dell'ipotalamo provocavano negli animali una smodata voglia di mangiare, con conseguente obesità. Al contrario, delle lesioni in un'area più laterale diminuivano il desiderio di cibo, con conseguente perdita di peso.

Si è così arrivati ad appurare che il centro che regola il senso di fame o di sazietà è l'ipotalamo, o meglio la presenza di determinati neurotrasmettitori prodotti dal cervello. Ma non solo, lo stress attiva delle scariche di dopamina che provocano la classica "fame ansiosa".

Il bisogno di mangiare
Sotto stress l'organismo produce una sostanza, chiamata noradrenalina, che inibisce la liberazione di un'altra sostanza, la corticotropina, abbreviata in CRH, che, tra i suoi numerosi effetti, ha quello di togliere l'appetito. È chiaro dunque che lo stress, producendo noradrenalina impedisce alla corticotropina di farci avvertire il senso di sazietà, da ciò il continuo senso di fame, prodotto appunto dall'ansia.

L'antagonista principale della noradrenalina è un'altra sostanza, prodotta dal nostro cervello, la serotorina che, al contrario della noradrenalina, stimola la liberazione di CRH, di conseguenza la sensazione di sazietà!

Si è appurato che persone con impulsi irrefrenabili nei confronti del cibo, in modo particolare verso dolci e carboidrati in genere, presentano bassi livelli di serotonina. La serotonina viene prodotta se nell'organismo è presente un aminoacido: il triptofano, che però si attiva solo se ha a disposizione dei carboidrati. Quando il livello della serotonina è basso, l'organismo emette dei segnali compulsivi di richiesta di ciò che è in grado di elevarla rapidamente. I dolci e i carboidrati, per la loro interconnessione all'aminoacido triptofano, si rivelano quindi degli alimenti ideali. Peccato che gli effetti collaterali di tale assunzione siano quelli dell'inevitabile aumento di peso!

Il triptofano
Come abbiamo visto è l'aminoacido triptofano il maggiore responsabile della produzione di serotonina. Il triptofano è uno degli aminoacidi che compongono le proteine. Le proteine sono composte da aminoacidi, 22 in tutto. Il nostro organismo è in grado di produrre 14 di questi aminoacidi dallo zucchero e/o dal grasso combinati col nitrogeno, una sostanza liberata nel corpo dalle proteine usate. Mentre è impossibilitato a farlo per gli altri 8 aminoacidi (che imprecisamente vengono chiamati essenziali mentre tutti e 22 gli aminoacidi sono essenziali alla vita). Questi 8 devono per forza venire integrati dall'alimentazione se si vuole mantenere le nostre cellule sane e attive. Il valore delle proteine viene determinato dal numero e dalla quantità di aminoacidi contenuti. Le proteine che contengono abbondantemente gli 8 aminoacidi essenziali, vengono chiamate complete.

Le proteine sono alimenti costruttivi e rigeneranti, sono parte essenziale delle cellule, la loro presenza le mantiene vitali, efficienti e in grado di produrre gli anticorpi necessari a debellare gli attacchi dei virus.

La funzione del triptofano è quella di contribuire a migliorare il sonno e l'umore – spesso viene usato come antidepressivo pur non essendo un farmaco! Riduce la sensibilità al dolore, tanto che viene prescritto in casi di forti emicranie. È la sua presenza (dosi consigliate: 3,5 mg per chilogrammo di peso), in combinazione coi carboidrati, che permette alla pineale di produrre serotonina e melatonina.

Serotonina, melatonina e ormone della crescita
Questi due primi ormoni, sono conosciuti anche come l'ormone della felicità (serotonina) e l'ormone della giovinezza (melatonina), vengono prodotti dall'organismo in base a una giusta e regolare esposizione alla luce.

La luce, stimolando la ghiandola pineale, permette la formazione di serotonina. Una presenza sufficiente di questo ormone determina una sensazione di piacevole positivismo nei confronti della vita e dei suoi eventi, oltre che indurre un senso di sazietà.

Quando la ghiandola pineale non viene stimolata dalla luce – quindi la notte, essa produce melatonina. Una giusta produzione di questo ormone ritarda il processo d'invecchiamento, regolarizza il metabolismo (lo rallenta nel caso di poca assunzione energetica, lo stimola nel caso di maggiorata assunzione energetica), ci garantisce inoltre delle buone difese immunitarie e ci regala un buon sonno.

Ma come asseriscono i dottori A.F.Wenzel e A.Greveling nel loro libro sulla melatonina: "Per mantenere intatti i nostri bioritmi abbiamo bisogno di un'intensa luminosità durante il giorno, e di perfetta oscurità di sera e di notte. Solo se riceve questi segnali di luce e di buio la nostra ghiandola pineale può produrre serotonina di giorno e melatonina di notte in quantità sufficiente; questo armonico coordinamento degli ormoni è un importante presupposto della nostra salute e del nostro benessere. Invece viviamo quasi sempre in una continua penombra: di giorno per la nostra ghiandola pineale non c'è luce sufficiente, e la sera non fa veramente buio perché accendiamo subito la luce elettrica e il televisore."

La serotonina è anche in grado di liberare l'ormone della crescita, conosciuto anche con l'abbreviazione inglese GH (Growth Hormone).

Questo ormone viene prodotto e messo in circolo dall'ipofisi: ha il compito di sostenere l'organismo, aumentando la resistenza alla fatica e il benessere psicofisico, mantiene inoltre il fisico snello e protegge la massa muscolare.

Ciò che contribuisce a stimolare l'ipofisi anteriore a produrre il GH sono l'intensa attività muscolare, lo stress, la febbre, il sonno profondo (la secrezione massima di questo ormone avviene circa un'ora e mezza dopo aver preso sonno) e le proteine. Importanti fattori di liberazione del GH sono gli aminoacidi ornitina, arginina, triptofano, la glicina e la tirosina, che non è un aminoacido essenziale ma un neurotrasmettitore molto importante per l'attività cerebrale. Le proteine determinano un aumento del 700% di GH già 90 minuti dopo la loro assunzione. Ancora dopo tre ore si calcola la presenza del GH sui 300% mentre persiste la sensazione di benessere! La liberazione dell'ormone della crescita contribuisce a bruciare i grassi e a convertirli in energia e in muscoli, migliora la resistenza alle malattie, accelera la cicatrizzazione delle ferite e la riparazione dei tessuti, riduce i livelli di urea nel sangue e nell'urina.

Ciò che al contrario inibisce la secrezione del GH è la condizione di iperglicemia, cioè la presenza di troppi zuccheri nel sangue (quindi attenzione a non ingerire troppi dolci!).

Con il passare degli anni diminuisce il livello del GH liberato e, verso i cinquanta anni, la produzione cessa completamente. Integrando la dieta con aminoacidi, vitamine e minerali (le vitamine B6, B3, C, assieme allo zinco, calcio, magnesio e potassio interagiscono con le proteine alla liberazione del GH) la sua produzione può essere riattivata.

E' però sconsigliabile assumerlo come integratore singolo (si usa soprattutto sotto forma di iniezioni), ma piuttosto stimolare la sintesi del GH endogeno (quello originato all'interno del corpo umano) attraverso le sostanze che abbiamo appena citato. Infatti potrebbe avere dei pericolosi effetti collaterali: lo sviluppo di tumori, l'ingrossamento della scatola cranica e dei piedi, ingrandimento degli organi interni, della massa scheletrica del tessuto connettivo, o modificare la tolleranza al glucosio.etc.

Come aumentare la serotonina
Visto che per aumentare la produzione di questa sostanza necessitiamo di diversi alimenti, è indubbio che dobbiamo avere un'alimentazione equilibrata, con il giusto apporto di carboidrati e di proteine. Per quanto riguarda i carboidrati si consigliano quelli integrali (e biologici, ovviamente!) che, entrando in circolo più lentamente (dato che l'organismo deve prima lavorarli, visto che, essendo integrali, non sono d'immediato utilizzo), mantengono quindi più a lungo nel tempo la loro presenza.

Per ciò che riguarda le proteine, forse anche perché sensibilizzati dalla questione mucca pazza, diverse persone oggi si chiedono come supplire al bisogno di queste sostanze essenziali, evitando la carne e senza dover unicamente ricorrere ai formaggi che, essendo così grassi, alzano notevolmente il colesterolo cattivo.

Un alimento altamente proteico e con una bassa percentuale di grassi è la ricotta.

Ricotta e siero del latte
Il termine "ricotta" sta ad indicare la ricottura del siero del latte (un liquido chiaro e abbastanza trasparente, che rimane dopo che il latte ha subito il processo di caseificazione). Per migliorarne la resa qualitativa, al siero viene aggiunto il latte intero (in quantità variabile). La ricotta si produce riscaldando il siero, proveniente dal latte di pecora mischiato con latte ovino o solo vaccino, fino alla temperatura di 90 gradi. La ricotta ottenuta incomincia a galleggiare, a questo punto si lascia rassodare fino ad una completa condensazione dunque la si raccoglie in contenitori. La fase successiva è quella dell'acidificazione, che può durare dei giorni, e a questo livello di preparazione viene inserita in contenitori di terracotta, dove rimarrà per quattro mesi in un ambiente con il giusto grado di umidità. In questi mesi il formaggio verrà lavorato ogni tre giorni fino al raggiungimento della sua completa maturazione, che sarà constatabile dal colore avorio e dall'alto grado di acidità.

La ricotta è così consigliabile in quanto è un'ottima fonte di proteine e non ha i quantitativi di grassi presenti nel formaggio, visto che è costituita in maggior parte dal siero, che è magro (è la parte "grassa" del latte ad essere tolta e utilizzata per fare il formaggio, quindi il siero ne è privo!), inoltre il siero è rinomato per i suoi effetti salutari.

Il siero di latte è un componente del latte: più precisamente quel che rimane del latte intero dopo che questo ha subito il processo di caseificazione. Il latte contiene il 6,25% circa di proteine e, di queste, circa l'80% e costituito da caseina, mentre il resto - il 20 % - è rappresentato dal siero. Di solito, il termine "proteine del siero di latte" indica quelle proteine del latte che rimangono dopo che, con il processo di caseificazione, vengono usate le molecole di caseina. Negli anni passati, il siero veniva usato per nutrire il bestiame oppure scaricato nel terreno, dove decadeva provocando un odore terribile.

Il siero del latte contiene:

- proteine del siero (albumina, globulina, immunoglobuline);

- alcuni aminoacidi essenziali (leucina, isoleucina, valina, treonina, triptofano, lisina, fenilalanina, etc.);

- minerali (sodio, potassio, magnesio, calcio, fosforo, zinco e ferro);

- vitamine (tutte quelle del gruppo B, la vitamina A, la vitamina E, e in più l'acido folico, la biotina e l'acido pantotenico).

Già in tempi antichi si attribuiva al siero un grande significato nell'ambito della salute. Era conosciuto per la sua qualità dagli Egizi, dagli Ebrei, dai Romani. Era utilizzato per aumentare le difese dell'organismo e il medico greco Ippocrate, considerato il padre della medicina, Io consigliava e lo considerava ideale per una giusta e sana alimentazione naturale.

Le ricerche moderne dimostrano che il siero di latte è un'incredibile fonte di nutrimento. Contiene proteine complete, che forniscono tutti gli aminoacidi, sia quelli essenziali che quelli non essenziali. Il siero di latte contiene anche la più alta concentrazione di aminoacidi a catena ramificata (BCAAs) riscontrabile in natura. (Una buona proteina del latte deve avere dei BCAAs che comprendano un 47,5%-50,5% di aminoacidi essenziali). Il siero, inoltre, fornisce la glutamina e un suo precursore, l'acido glutamico.

Diversi sono i tipi di proteine che è possibile assumere:
- Proteine del siero del latte sono le migliori proteine disponibili. Hanno valore biologico oltre 100.
- Proteine dell'uovo hanno valore biologico 100.
- Proteine del latte composte da 80% da caseina e dal 20 % da siero, hanno valore biologico 91.
- Caseina ha valore biologico 77.
- Proteine della soia hanno valore biologico 74.
- Proteine del grano hanno un basso valore biologico, pari a 54.

Le proteine del siero del latte si rivelano quindi sono le migliori, sono anaboliche, facilmente e velocemente assorbibili.

I pregi del siero del latte
Il siero di latte non appesantisce il corpo, ma al contrario gli mette subito a disposizione sostanze preziose, soprattutto minerali e le proteine stesse del siero, che sono di alta qualità. Questo alimento stimola in prima linea le funzioni elmentari pertinenti a tutto l’organismo, come il metabolismo e la circolazione.

Questo alimento è in grado di stimolare la crescita della flora intestinale, favorendo l’attività depurativa dell'organismo. Il siero, infatti, provvede a un buon funzionamento intestinale e stimola la sua funzione. Regola delicatamente il processo di digestione. Il lattosio favorisce la formazione di acido lattico nell’intestino. Questo frena la formazione di batteri indesiderati e favorisce lo sviluppo di microrganismi che incrementano la salute. Il siero migliora la flora intestinale e crea le condizioni per un’attività ottimale dell’intestino. Se durante le cure di siero si manifestano flatulenze, ciò prova che l’intestino si adatta ad un’alimentazione cambiata. Le flatulenze possono sparire presto. Specialmente in caso di stitichezza il siero agisce come purgante delicato. Il contenuto di lattosio del siero effettua in modo speciale un assorbimento elevato di sostanze minerali, che in caso di costipazione può essere ritardato o ridotto. Il rapporto delle sostanze minerali potassio/calcio favorisce l’effetto purgante (lassativo).

Il siero esercita un’azione normalizzante e secretiva anche sulla secrezione biliare e sulla funzione pancreatica disturbate nelle malattie gastro-intestinali. Il siero stimola anche la funzione del fegato e abbassa il contenuto di colesterolo nel sangue. L’offerta fisiologica di aminoacidi del siero e i concentrati di questi sono da ritenere come potenziale per la rigenerazione della proteina della cellula e degli enzimi per le malattie epatiche come pure per tutte le malattie organiche che sono accompagnate da perdita di sostanza cellulare. Il siero favorisce la secrezione della pelle, dei reni, del fegato, dell’intestino e del sistema delle ghiandole linfatiche. Il siero è anche un valido stimolante della bile mentre supporta il fegato, migliorando i processi di digestione. Il fegato può utilizzare in questo modo tutta la sua energia per disintossicare il corpo e per funzionare normalmente nel metabolismo dei grassi, idrocarburi e proteine.
Il siero e il dimagrimento
Come abbiamo visto, a causa della mancanza di certe sostanze (la serotonina, stimolata dall'aminoacido triptofano e dai carboidrati), l'organismo può cadere nella fame nervosa. L’alimentazione, quindi, dovrebbe essere costituita in modo tale da contenere tutte le sostanze che assicurino la presenza degli elementi necessari a un buon funzionamento e a una sensazione di sazietà. Il siero del latte, o la ricotta magra, visto il loro alto valore nutrizionale per quanto riguarda le proteine, può essere un ottimo coadivante delle diete dimagranti.

In breve:
- Le proteine del siero del latte sono quelle che aiutano maggiormente il sistema immunologico tra tutte quelle conosciute.
- Le proteine del siero di latte contengono peptidi (catene di aminoacidi legate assieme) in grado di innalzare i livelli del fattore della crescita (Growth Hormone: GH) che stimola, a sua volta, la produzione di un altro ormone, il fattore di crescita 1 simile all'insulina (IGF-1). Questi favoriscono l'assorbimento degli aminoacidi, il che permette lo sviluppo muscolare; migliora la sintesi del DNA e RNA, rende più facile l'assorbimento dei carboidrati e aumenta la ritenzione dell'azoto.
- Le proteine del siero di latte hanno un indice glicemico basso, e possono cosi ottimizzare la curva dell'insulina, e, di conseguenza, massimizzare il bilancio del glucagone, aiutando a bruciare i grassi.
- Le proteine del siero del latte possono abbassare il colesterolo più della caseina e della soia.
- Le proteine del siero del latte, se usate nelle quantità appropriate, possono diminuire il senso di appetito, in quanto stimolano la produzione di serotonina. Una porzione di 25-30 gr di proteine stimola il rilascio della colecistochinina (CCK), un altro ormone che stimola la produzione di serotonina.
- Il siero di latte contiene dei quadrapeptidi, che funzionano da antidolorifici naturali (oppiacei).
- Il siero di latte trattato a basse temperature (denaturato) contiene tripeptidi specifici (glutamil-cisteine) che aumentano i livelli cellulari di glutatione, il più importante antiossidante naturale. Gli scienziati usano i livelli di glutatione per misurare la salute delle cellule durante malattie come il cancro, l'AIDS e nelle ricerche sull'invecchiamento.
- E' stato dimostrato che le proteine del siero di latte denaturato, se preparate in un certo modo, aggiunte a piccole dosi di Vitamina B1 e B2, favoriscono il guadagno di peso e di massa magra in pazienti sieropositivi, riducono i tumori, l'incidenza della polmonite e ritardano l'invecchiamento. Le vitamine del gruppo B sono necessarie per attivare l'attività enzimatica, in modo da metabolizzare correttamente gli aminoacidi.

Attenzione agli psicofarmaci più comuni!
Le ricerche sugli effetti delle benzodiazepine (i più comuni e prescritti ansiolitici come Tavor, Control, ecc.) hanno evidenziato che aumentano l'ingestione di cibo, aumentano infatti la sensazione della fame!


Bibliografia
"Gli integratori alimentari ortomolecolari", Marina Alessandra Ricci, Meb Edizioni.
"Melatonina, la verità sugli effetti dell'ormone miracoloso", A.F.Wenzel e A.Greveling, Rusconi Editore.


Carla Fleischli Caporale
Sito internet dell'autrice: http://www.evoluzioni.info

articolo tratto da L'altro benessere





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