La melatonina può prevenire l'emicrania

Secondo Mario F. P. Peres, dell'Hospital Israelita Albert Einstein, di Sao Paulo, intervenuto sulla rivista Neurology, stanno aumentando le prove circa il legame tra la secrezione di melatonina e l'emicrania.

La melatonina, oltre ad essere nota come valido aiuto per il sonno, pare inoltre essere un efficace arma preventiva contro l'emicrania.

La melatonina è comunemente definita un ormone, ma sarebbe meglio definirla un mediatore chimico. Essa, secreta da una ghiandola endocrina, la pineale (epifisi), è coinvolta nella regolazione del ciclo circadiano. La melatonina è anche ritenuta un elemento fondamentale per la prevenzione di molte malattie, incluso cancro, malattie autoimmuni e cardiovascolari.

Secondo Mario F. P. Peres, dell'Hospital Israelita Albert Einstein, di Sao Paulo, intervenuto sulla rivista Neurology, stanno aumentando le prove circa il legame tra la secrezione di melatonina e l'emicrania.

Livelli alterati della melatonina, affermano i ricercatori, sono stati osservati nell'emicrania cosiddetta “a grappolo”, con e senza “aureola”, nell'emicrania mestruale, e in e in quella cronica.

I ricercatori hanno verificato l'efficacia della melatonina nell'impedire l'emicrania, con o senza aureola, in 34 pazienti.

Ai partecipanti sono stati somministrati 3 milligrammi di melatonina 30 minuti prima di andare a letto.

Fra i 32 soggetti coinvolti che hanno terminato lo studio, 25 hanno avvertito una riduzione di almeno il 50 per cento della frequenza dell'emicrania dopo tre mesi di trattamento.

In particolare, otto pazienti hanno avuto una completa remissione dei sintomi, sette hanno avuto una riduzione della frequenza dei sintomi del 75 per cento, e dieci hanno avuto una riduzione fra il 50 per cento e 75 per cento.

In nessun caso è stato osservato un aumento della frequenza delle emicranie.

Anche valutando l'intensità e la durata degli episodi di emicrania si è avuto un miglioramento e l'uso di antidolorifici si è ridotto.

I ricercatori hanno precisato che lo studio, il primo del genere, dovrà essere ripetuto su di un maggior numero di pazienti e comparando la melatonina con un placebo.

Fonte: ItaliaSalute